ROMA
Marcello Fois, 'lo Strega non è un tribunale etico, giudica i libri'
(di Mauretta Capuano)
(ANSA) - ROMA, 22 GIU - "Lo Strega giudica i libri, non gli
autori. È una condizione che andrebbe ricordata sempre. Non va
ribadita solo in casi di emergenza". Marcello Fois, amico
fraterno di Michela Murgia, conterraneo della scrittrice morta
nel 2023, non esprime giudizi sulla tempesta che ha investito
il Premio Strega per le indiscrezioni sulle offese che Michele
Mari, il favorito nella corsa alla vittoria, avrebbe
pronunciato nei confronti della Murgia sul van che lo portava,
il 18 giugno a Bisceglie, in Puglia, per una delle tappe del
tour Strega. Ma, il giorno dopo il chiarimento definitivo della
Fondazione Bellonci che, ricordando cosa prevede il regolamento,
ha messo fine al fiorire di ipotesi sui media di una esclusione
di Mari o di dimissioni dello scrittore dalla gara, Fois, nella
cinquina del Campiello 2026 con 'L'immensa distrazione'
(Einaudi) che era stato candidato anche allo Strega, dice
all'ANSA: "Credo lo Strega abbia fatto la cosa giusta. Saranno
gli elettori a decidere perché ognuno vota sulla base del
proprio pensiero. Sarei contrario a qualsiasi tipo di
eliminazione sulla base di questa cosa. Mica è un tribunale
etico lo Strega"
"Per il resto Michele Mari avrà un sacco di occasioni per
spiegare e raccontarsi. E' una persona straordinaria, un grande
scrittore. E poi ognuno decide nel segreto del suo voto. Magari
Michele guadagnerà molte preferenze da persone che prima non lo
avrebbero votato e ne perderà altre da chi magari aveva pensato
di votarlo. Il mondo Strega è imponderabile" sottolinea Fois.
"Il Premio è una competizione tra opere. Per questa ragione, il
regolamento
prescrive che neppure l'autore, qualora abbia acconsentito a
iscrivere la propria opera, possa ritirarsi dalla gara" ha
spiegato la nota della Fondazione Bellonci.
Rispetto a quanto accaduto sul van in cui oltre a Mari c'erano
altri tre finalisti: Teresa Ciabatti, che avrebbe preso le
difese della Murgia, Elena Rui e Matteo Nucci, arrivato secondo
in cinquina, l'autista e una operatrice del Premio, Fois non si
esprime. "Ho degli ottimi rapporti con Michele, è un amico.
Penso possa tranquillamente spiegare cosa è successo in
proposito. Non ero in quel van, non posso dare nessun giudizio"
dice. Certo, "al di là di tutto, se questo è successo, avere
opinioni di questo tipo in generale sulle donne non è una cosa
bella". Ma la cosa veramente incomprensibile per Fois è "perché
tutti tacciono. Il rapporto di Michele Mari con Michela Murgia
non è mai stato lineare, buono. Non è una sorpresa. Che
conclusioni abbia tratto Michele da questa condizione
bisognerebbe chiederlo a lui o alla persona con cui ha parlato.
Mi sembra logico, lineare" sottolinea. "Mi spiace molto che una
questione che avrebbe potuto essere risolta con tranquillità
sia stata gonfiata fino ai limiti dell'inverosimile. In ogni
caso - ribadisce - non dovrebbe riguardare i libri, il valore
delle opere letterarie. Luigi Pirandello si è iscritto al
partito fascista dopo l'omicidio Matteotti. Louis-Ferdinand
Celine non era certamente specchiato. Knut Hamsun era un
collaborazionista nazista. Anche Caravaggio non dovremmo
guardare, è un assassino ingiudicato. È complessa la vicenda".
L'8 luglio in Piazza del Campidoglio sarà proclamato il
vincitore di un'edizione, l'ottantesima del premio, che si
voleva speciale. (ANSA).
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