IN MUSICA
Sì! Boom! Voilà!: supergruppo nonsense
Sul palco del Santeria Roberta Sammarelli, Davide Lasala, Giulio Ragno Favero, Giulia Formica e N.A.I.P.
Il desiderio di ricominciare, la voglia di continuare a sperimentare. Sono bastati pochi mesi al supergruppo Sì! Boom! Voilà! per imporsi come una delle novità più interessanti del panorama alternative italiano. Il concerto che terranno al Santeria Toscana 31 di Milano giovedì 5 alle 21 è un momento forse epifanico, in cui immergersi a 360° gradi in un progetto rock tanto rischioso quanto ammaliante. La curiosità emersa nei confronti del quintetto non è dettata solo da una line-up che include stimate personalità dell’underground. Al basso figura Roberta Sammarelli, per anni colonna portante dei Verdena, mentre Giulio Ragno Favero del Teatro degli Orrori affianca alle chitarre Davide Lasala, collaboratore (tra i tanti) di Damon Albarn, Nic Chester, Fatoumata Diawara, Mango ed Edda. Il reparto ritmico è completato dalla batterista Giulia Formica, conosciuta per i lavori con Baustelle e Selton. N.A.I.P., nome d’arte con cui il poliedrico vocalist Michelangelo Mercuri si era già segnalato a X Factor, ha assunto il ruolo di atipico frontman e cantante. Ma appunto, limitarsi ai nomi è riduttivo. Il loro omonimo album d’esordio, pubblicato sul finire dell’anno scorso e prodotto dallo stesso Ragno Favero, mostra in particolare un’attitudine noise-punk viscerale, eppure tutt’altro che dogmatica. Tra sberleffi in autotune e nonsense minimalisti, quello che colpisce è la varietà sonora espressa dai Sì! Boom! Voilà! Un terreno in cui proliferano le passioni per le sperimentazioni di Swans e Sonic Youth, ma anche ironie di stampo dance, esplicite citazioni alla canzone d’autore di Dalla e Vecchioni, ballad psichedeliche di inaspettata delicatezza. Ai riferimenti scherzosi al mondo animale (come set promozionale è stata scelta una fattoria) si aggiungono poi sottili richiami all’attualità politica, agli algoritmi di Spotify, all’urgenza espressiva come collante artistico. Partendo da tale caposaldo Sammarelli, Ragno Favero e Lasala hanno composto le parti strumentali dei brani, concepiti durante un momento professionale interlocutorio in cui la necessità di aprirsi a nuove fasi creative si integrava al bisogno non tanto di perfezione quanto di verità. Stimolo colto al balzo da N.A.I.P., che appena entrato nel gruppo ha scritto di getto undici testi decisamente in sintonia con il carattere semiserio della band.
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