IL CONCERTO
Aimetti, il grande ritorno e lo show
Il bassista, chitarrista e cantante protagonista ieri sera al Miv
Al centro esatto del prog. Gran bel ritorno di Mauro Aimetti nella sua Varese. Il bassista, chitarrista e cantante è stato protagonista al MIV di una serata di forte impatto. Lunedì 2 febbraio con replica martedì 3 - alle 20.45, posti disponibili – l’ELP Project (foto Filippo Dubini) ha trasformato sala Nettuno sold out in un tempio del rock. Merito del fondatore della formazione, con ormai 20 anni di attività sulle spalle, e dei suoi compagni di viaggio, Alessio Penzo, di Castiglione Olona, alle tastiere e Marco Fabbri, di Fano, alla batteria.
La missione era di quelle da far tremare i polsi, riproporre potenza e magia di Emerson, Lake & Palmer. Vero che dalla loro avevano strumenti da macchina del tempo (Aimetti può persino vantare un basso regalatogli da Greg) e la benedizione di Claudio Goblin Simonetti, presente e partecipe («Sono davvero bravi. E ve lo dice uno che con questa musica è cresciuto») ma per riuscire nell’impresa occorreva metterci qualcosa di proprio.
Lo spirito di squadra
Traguardo tagliato non solo per l’ottima tecnica dei singoli ma per uno spirito di squadra tangibile durante le esecuzioni come nelle pause, silenzi riempiti da battute, autoironia e dalle dichiarazioni d’amore autentico verso i tre Maestri. Omaggiati con l’interpretazione di brani dal primo album fino a Works attingendo ampiamente a Pictures at an ehibition, Tarkus e Trilogy. Aperto da Guai di Giorgio Linari, rock italiano anni 80, e da Parigi di Mario Visco in versione cantautore (altro artista elogiato da Simonetti), lo show, concluso poco prima di mezzanotte, ha vissuto tanti momenti importanti sottolineati dai ripetuti applausi del pubblico. Tra i più apprezzati quello volutamente estraneo alla linea guida filologica, From the beginning con Marco Caccianiga alle congas valore aggiunto.
I tributi e la bambina
Che dire poi dei tributi a Jimi Hendrix e ai King Crimson? O dell’affascinante rocchettara che ha festeggiato il compleanno in prima fila? C’era persino qualcuno al suo primissimo concerto, una bambina di quattro mesi. I genitori, che l’hanno ovviamente protetta con le cuffie e assistito solo al primo atto dell’esibizione, si sono ripromessi di raccontarle appena possibile di avere fatto molto presto parte di una favola rock.
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