FURTI
Scorrerie dei ladri in Galleria Manzoni: negozianti disperati
Varese, l’esasperazione dei commercianti: «Non sono soltanto stranieri. Ormai non denunciamo neanche più»
Due furti nella stessa mattinata, a distanza di poche ore. Prima i trucchi, poi i profumi. È successo ieri in via Manzoni, a Varese, dove il punto vendita DM è stato colpito due volte di fila. «Siamo a inizio febbraio e la differenza inventariale è di circa 20 mila euro. Almeno la metà sono furti», dice Stella Grandis, direttrice del negozio. Numeri che raccontano un fenomeno quotidiano, ormai strutturale, non episodi isolati o sporadici. La dinamica è sempre la stessa e si ripete con puntualità. In mattinata due uomini entrano e riempiono le tasche di cosmetici. «Uno è uscito di corsa, l’altro era ancora dentro con le tasche piene di make up, non certo beni di prima necessità, che rivende per comprarsi la dose. Sono due tossicodipendenti», racconta Stella. La reazione è istintiva, ma inutile: i ladri scappano e spariscono nel giro di pochi secondi, come se nulla fosse.
Mamma e figlie
Poco dopo ecco il secondo episodio. Tre donne, una mamma con una figlia adolescente e una bambina piccola, entrano con calma e puntano ai profumi, prodotti di valore. «Non sono riuscita a prenderle», dice la direttrice. «Hanno fatto incetta di merce costosa». Il quadro è chiaro e si ripete: «Non sono solo stranieri, a volte sono italianissimi. Anche ragazzini. Quando li fermi poi pagano, ma intanto ci provano, perché sanno che difficilmente succede qualcosa». Le denunce non sono più una soluzione. «Ormai non andiamo neanche più a farle. I procedimenti vengono archiviati», spiega Stella. La frequenza dei colpi è giornaliera e il danno cresce mese dopo mese. «Parlando con colleghi di altri punti vendita, da Bergamo a Brescia, siamo tutti messi così. Ma qui è peggio», sottolinea. Otto anni fa la situazione era diversa. «Quando sono tornata a Varese ho trovato un degrado molto più forte, una pressione continua».
L’articolo completo sulla Prealpina di sabato 7 febbraio, in edicola e in edizione digitale
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