L’ARRESTO
Corre scalzo sulla Sp 527. Poi picchia i carabinieri
L'episodio a Lonate Pozzolo. In Tribunale le scuse ai militari

L’immagine è quella della famiglia felice in una gita fuori porta in riva al Ticino: un pomeriggio trascorso sdraiati al sole, qualche bracciata nel fiume, i tre bimbi che giocano. L’idillio è però durato poco. Tutta colpa dell’alcol da cui il quarantenne arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale dovrebbe stare a debita distanza.
CEFFONE
Intorno alle 19.30 di martedì lungo la strada provinciale 527 ci è mancato poco che l’uomo venisse travolto dalle macchine. Correva in costume da bagno e a piedi nudi da un lato all’altro della carreggiata, un rettilineo a doppio senso di circolazione, dove è consentito guidare a 90 all’ora. Inveiva, urlando frasi senza senso, schizzava in giro come una pallina del flipper. La moglie l’aveva appena schiaffeggiato e fatto scendere dall’auto dopo ore passate a pregarlo di non bere. Era da un mese e mezzo che il quarantenne frequentava il Sert per sua stessa volontà, deciso a uscire dal vortice dell’alcolismo ma è una delle missioni più difficili, la ricaduta è quasi una certezza. Nel caso dell’uomo la bottiglia di troppo ha scatenato una funesta reazione alla terapia antietilica a cui era sottoposto e così quando i militari hanno cercato di bloccarlo per evitare che finisse sotto a un camion l’uomo si è accanito contro di loro. Nell’abitacolo la moglie e i tre bambini piangevano disperati.
«TI GONFIO LA FACCIA»
«Ti gonfio la faccia come un pallone, te la disfo», gridava all’appuntato scelto a cui aveva tirato una raffica di calci alle ginocchia, «te la spacco, chiamo mio cugino, un mio parente o uno zingaro». Alla fine sono tre i carabinieri aggrediti, a uno ha cercato addirittura di rubare il taser. A supporto della pattuglia di Lonate Pozzolo ne sono dovute arrivare due del Norm di Busto Arsizio. Il pubblico ministero Roberto Bonfanti ne ha disposto subito l’arresto e lo ha mandato a processo per direttissima.
PERDONO
Le richieste di scuse, ieri mattina in aula, sovrastavano quasi il giudice Marco Montanari alle lettura degli avvisi di rito. «Non mi ricordo nulla di quello che è successo, me lo hanno raccontato e chiedo perdono. Non sono mai stato violento, ho perso il controllo per colpa del mix di alcol e farmaci, ho sbagliato, non era mia intenzione ferire nessuno», ha spiegato l’uomo difeso dall’avvocato Luca Pagano rispondendo alle domande del pm d’udienza Nicoletta Matricardi. Sarebbe stato anche pronto a risarcire. «Sono disoccupato, faccio lavoretti saltuari e mi impegno a risarcire 200 euro tra qualche mese, giusto per iniziare». «A testa?» ha domandato il giudice, «no complessivi», ha risposto il quarantenne. Come non detto. L’arresto è stato convalidato, al bustese è stato applicato l’obbligo di presentazione in caserma tre volte alla settimana.
L’avvocato ha preannunciato l’intenzione di proporre un patteggiamento, si torna comunque in aula a settembre.
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