VERSO IL PROCESSO
Elia, ecco com’è andata la prima fuga
La Procura chiude le indagini. Del Grande era stato bloccato a Cadrezzate. Lui e la compagna rischiano 4 anni
La Procura di Modena ha chiuso le indagini sulla prima fuga di Elia Del Grande , il cinquantenne autore della strage familiare di Cadrezzate del 1998, ricostruendo anche il viaggio prima a piedi e poi in taxi che lo riportò dal Modenese al Varesotto, con una tappa sorprendente. L’allontanamento dalla casa lavoro di Castelfranco Emilia risale al 30 ottobre dello scorso anno, quando Del Grande era sottoposto a una misura di sicurezza per la sua pericolosità sociale dopo aver già scontato oltre 26 anni di carcere.
RISCHIANO 4 ANNI DI CARCERE
La chiusura delle indagini, preludio a una probabile richiesta di rinvio a giudizio, riguarda, insieme a Del Grande, la compagna sarda Rossella Piras. A entrambi è contestata la violazione dell’articolo 391 ter del Codice penale, che punisce l’accesso indebito a dispositivi di comunicazione da parte di detenuti. Alla donna è inoltre contestato l’articolo 391, relativo alla procurata inosservanza di misure di sicurezza detentive. Le pene previste arrivano rispettivamente fino a quattro e a due anni di reclusione.
Secondo la ricostruzione della Procura, il 25 ottobre 2025 Piras avrebbe introdotto un telefono cellulare all’interno della casa lavoro, consegnandolo a Del Grande durante un colloquio. L’utenza, attivata il giorno precedente, sarebbe stata utilizzata per comunicare con l’esterno e organizzare la fuga.
La sera del 30 ottobre il cinquantenne si allontanò dalla struttura calandosi dal tetto con una corda rudimentale realizzata con fili elettrici. Raggiunto il McDonald di Castelfranco Emilia, venne prelevato da un taxi prenotato dalla compagna. Il primo tragitto si concluse a Nonantola, presso l’abitazione di un parente della donna, al quale sarebbe stato chiesto di ospitare il fuggitivo. Di fronte al rifiuto, sempre secondo l’accusa, Piras avrebbe convinto il parente a pagare una seconda corsa che consentì a Del Grande di raggiungere Cadrezzate.
Nei giorni successivi l’uomo avrebbe vissuto tra boschi, capanni e rifugi di fortuna fino al 12 novembre, quando venne rintracciato dai carabinieri.
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