IL CASO
Lo stupro, il no alla violenza, la manifestazione: Gallarate è scossa
L’iniziativa del Comitato Remigrazione e Riconquista, dopo l’aggressione di venerdì mattina, divide. Domani summit in Prefettura per la sicurezza
Gli strascichi della violenza sessuale avvenuta venerdì mattina continuano ad attraversare Gallarate, alimentando il dibattito politico e il malessere diffuso tra i cittadini. A infiammare il clima è la manifestazione annunciata dal Comitato Remigrazione e Riconquista, prevista per domenica alle 17.30 in piazza Libertà. Un appuntamento che divide e preoccupa, tanto che in Prefettura, domani, è atteso un incontro per valutarne la gestione.
Disagi non necessari
La notizia dell’iniziativa è rimbalzata velocemente sui social, nei bar, tra i commercianti del centro. Molti temono che una manifestazione nel pieno delle festività crei disagi «non necessari» e, soprattutto, sposti l’attenzione dalla violenza subita dalla giovane gallaratese. «Da donna sono preoccupata e non oso immaginare come si senta la vittima», commenta una cittadina, aggiungendo: «C’è anche un’altra donna, con dei figli, che ora dovrà affrontare le conseguenze di un gesto imprevedibile. Siamo sicuri che una manifestazione così possa aiutare queste due donne?». Tra i contrari c’è anche la sezione cittadina dei Verdi. «Gallarate dice no a questa deriva xenofoba capeggiata dietro le quinte dal nostro Primo cittadino che fa della remigrazione uno dei suoi comandamenti» si legge in una nota che poi chiama a raccolta le forze politiche, le associazioni e la società civile per una contro-manifestazione domenica «in concomitanza con la manifestazione dell’estrema destra». Proprio per questo giovedì in prefettura a Varese ci sarà il summit di sicurezza.
Il buonsenso
Intanto, in consiglio comunale, il presidente Marco Colombo ha invitato a mantenere toni misurati: «Speriamo che prevalga il buonsenso». Una richiesta tutto sommato rispettata, nonostante un vivace botta e risposta tra Colombo e Massimo Gnocchi (OcG) sul tempo a disposizione per gli interventi. «Lei ha chiesto di poter utilizzar tempo di un altro consigliere per le sue comunicazioni e le è stato detto no - interviene Colombo - poi se in una comunicazione uno vuole fare anche un po’ di politica lo si può fare». «Poteva concedere venti secondi per concludere» replica Gnocchi. «Come faccio a sapere quanto lungo sia il suo intervento perché - chiosa Colombo - non mi sembra famoso per essere un ermetico». Proprio Gnocchi si è detto «indignato» per l’iniziativa di domenica, ribadendo che «reati così vili vanno combattuti senza cercare colpe etniche che non esistono per quattro voti di pancia». Qui il riferimento - indiretto - alle dichiarazioni del sindaco Andrea Cassani che anche ieri ha ribadito come l’aggressore «è venuto in Italia non a cercare fortuna ma per essere mantenuto mentre faceva i suoi porci comodi nel nostro paese».
Sostegno e analisi
Dalla minoranza Giovanni Pignataro (Pd) sollecita la necessità di ascoltare le paure dei cittadini e di offrire «risposte razionali e non slogan». L’assessore Rocco Longobardi (Forza Italia) pur definendo l’accaduto «un allarme serio», invita a mantenere lucidità: «Gallarate non è – e non è mai stata – una città dove fatti simili rappresentano la normalità. La politica deve dare il buon esempio». Chiara anche Belinda Simeoni (Forza Italia): «Noi che abbiamo responsabilità amministrative dobbiamo fare la nostra parte».
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